Cleto Munari

Il designer Cleto Munari intervistato su Radio Antenna 1

Martedì 4 Aprile dalle ore 14,30 durante la trasmissione “Impresa Radio Network” avremo ospite il designer Cleto Munari, in studio, insieme al Prof. Termine Liborio. Modera l’intervento l’Arch. Piero Luigi Carcerano.

Cleto MunariNato a Gorizia, Cleto Munari vive e lavora a Vicenza. Dopo l’esperienza nell’industria meccanica, è dall’incontro con Carlo Scarpa nel 1973 che scaturisce il suo interesse per il mondo del design e delle arti applicate. Con l’amicizia e la collaborazione di molti fra i più noti Architetti e Designer internazionali, Cleto Munari realizza negli anni oggetti preziosi, presenti nelle collezioni permanenti dei maggiori musei del mondo: fra questi il Metropolitan Museum ed il Museum of Modern Art di New York.

Prof. Termine Liborio

Il prof. Termine Liborio, autore del libro “Atlante Cleto Munari”, è docente di Storia e Critica del Cinema all’Università di Torino e Kore di Enna. Ha, tra l’altro, pubblicato: l’Estetica della Simulazione (Torino, 1976), problemi di critica e metodologia del cinema (Torino 1979), dentro l’immagine (Torino 1979), la scrittura fotografica (Firenze, 1987), un eretico innocente (Palermo 1987), Pirandello D’Annunzio e il Cinema (Palermo 1988).

Ha svolto insegnamenti in Università straniere (Inghilterra, Spagna, Islanda, Francia). Ha partecipato a convegni nazionali e internazionali. È stato Preside della Facoltà di Lingue all’Università di Torino e attualmente ricopre l’incarico di Preside nella Facoltà delle Arti e della Comunicazione dell’Università di Enna, dove si è trasferito nell’anno acc. 2009-2010.

Piero Luigi Carcerano è caporedattore della sezione Architettura e Design della rivista Interiorissimi. Architetto e designer italiano con una vasta esperienza professionale in ambito nazionale ed internazionale e Caporedattore della sezione Design e Architettura di Interiorissimi.

Piero Luigi Carcerano

Arch. Piero Luigi Carcerano

Dopo essersi laureato in Architettura presso il Politecnico di Torino, ha avviato la sua attività professionale in Italia. Negli anni successivi, ha lavorato sia in Italia che all’estero, in particolare in Cina , dove ha maturato importanti esperienze nell’ambito del design e della progettazione architettonica. Nel 1999 ha fondato il primo centro di realtà virtuale in Italia. Oltre alla sua attività professionale, Piero Luigi Carcerano si è impegnato anche nell’insegnamento dell’architettura e del design presso diverse università e scuole di formazione in Italia e all’estero. Ha inoltre partecipato a numerosi seminari e convegni internazionali, dimostrando il suo impegno nella diffusione della cultura dell’architettura e del design.

Gli oggetti di Cleto Munari soprattutto quelli realizzati in oro e argento, sono presenti nelle collezioni permanenti di numerosi prestigiosi musei a livello internazionale, tra cui il Metropolitan Museum of Art

A partire dal suo incontro con l’architetto Carlo Scarpa nel 1973, Cleto Munari ha dedicato la sua attività e ricerca all’industrial design, collaborando con importanti aziende in tutto il mondo. Grazie alla sua costante ricerca di ispirazione, idee e progetti originali, Munari si dedica alla continua analisi e sperimentazione di forme e materiali.

Cleto Munari, grazie alla scoperta dell’indeterminatezza di ogni limite, ha creato una vasta produzione artistica. Il suo bisogno di creare una “collezione di sillabe” o “collezione di figure”, che rimangono incompiute e suggeriscono l’incessante ricerca dell’ingegno umano per trasformare il mondo secondo la propria visione, è alla base della sua ricchezza artistica. Munari è considerato il poeta delle forme grazie alla perfetta interazione tra il “cuore delle cose” e la loro “figura” che rappresenta.

Nella prima metà degli anni ’70, l’azienda “Cleto Munari” ha iniziato a produrre mobili e oggetti di design, disegnati da importanti figure del mondo dell’architettura e del design. Il fondatore dell’azienda, Cleto Munari, ha trascorso il decennio successivo a cercare nuove forme artistiche in collaborazione con designer, architetti e artisti di tutto il mondo per creare oggetti di uso quotidiano. Ha collaborato con molti professionisti, tra cui Carlo Scarpa e Ettore Sottsass, che gli hanno trasmesso il loro gusto per la bellezza e l’ispirazione per diventare un famoso designer. L’azienda ha continuato a collaborare con artisti e designer internazionali nel corso degli anni, diventando una costante nella creatività dell’azienda.

cleto munari

Inizialmente, l’azienda “Cleto Munari” si concentrava sulla produzione di oggetti di lusso come argenteria, gioielli e orologi, ambiti che all’epoca sembravano non aver ancora trovato una forma adeguata di espressione per il grande cambiamento sociale e culturale dell’epoca. In seguito, l’azienda ha ampliato le sue collezioni includendo oggetti in vetro, ceramica, mobili, tappeti e pelle. È importante notare che la “Cleto Munari” si è sempre avvalsa dell’assistenza degli artigiani veneti, esperti nella lavorazione di metalli preziosi, vetro, ceramica, pelle e altri materiali, mantenendo così la fedeltà alle sue radici.

Nel 1982, l’azienda ha presentato la sua prima collezione di argenti con oggetti disegnati da famosi artisti come Gae Aulenti, Mario Bellini, Carlo Scarpa, Ettore Sottsass, Vico Magistretti, Hans Hollein, Alessandro Mendini e altri.

La collezione di argenteria del 1982, disegnata da artisti come Gae Aulenti, Mario Bellini, Carlo Scarpa, Ettore Sottsass, Vico Magistretti, Hans Hollein, Alessandro Mendini e altri, ottenne subito successo e fu esposta in importanti musei e gallerie d’arte contemporanea in tutto il mondo. Molti di questi oggetti furono poi inclusi nelle collezioni permanenti di musei come il Metropolitan Museum of Art e il MOMA di New York.

Nel 1985 fu creata la collezione di gioielli con oltre 250 pezzi disegnati da architetti provenienti da tutto il mondo. La collezione fu celebrata con una serie di mostre itineranti negli Stati Uniti e in Canada, seguite da altre esposizioni in Europa e in Giappone. La collezione di gioielli è ancora oggi considerata una delle più importanti collezioni di gioielli contemporanei ed è esposta in molti musei in tutto il mondo.

Gioielli Cleto Munari https://www.cletomunari.com/collections/gioielli-cleto-munari/

La collezione di orologi del 1987, invece, fu progettata da quattro grandi architetti rappresentativi di diverse culture: Ettore Sottsass per l’Italia, Hans Hollein per l’Europa, Michael Graves per gli Stati Uniti e Arata Isozaki per il Giappone. Questi orologi in oro e diamanti sono considerati vere e proprie architetture da indossare e fanno parte della collezione permanente del Metropolitan Museum of Art di New York.

Nel 1990, la Cleto Munari si interessò alla produzione di vetro artistico di Murano e creò varie collezioni di vetri, come “Micro Macro”, “Chromatic Transparencies”, “Corolle d’Autore” e altre ancora. Gli autori coinvolti furono invitati a sperimentare nuove forme.

La collezione Veronese del 2002 nacque dall’idea di raccogliere le interpretazioni di dieci artisti, tra cui Cleto Munari stesso, sul tema del celebre vaso in vetro “Il Veronese” di Murano. I dieci artisti furono R. Meier, M. Fucksas, A. Mendini, M. Thun, M. Paladino, P. Portoghesi, D. Palterer, M. Botta, B. Sipek, C. Nason. La produzione fu limitata a soli quarantanove esemplari.

La Collezione dei Tavoli, intitolata “I Magnifici 7”, è stata introdotta nel 2008. Comprende sei tavoli creati da architetti, designers e artisti, insieme ad un settimo tavolo realizzato da Cleto Munari stesso. In questa collezione, per la prima volta, sono presenti anche esponenti della letteratura come Mark Strand, vincitore del premio Pulitzer, Dario Fo, vincitore del Premio Nobel della Letteratura nel 1997, e Lawrence Ferlinghetti, poeta e scrittore di fama internazionale, fondatore della corrente letteraria “Beat Generation” degli anni ‘50.

L’anno successivo porta invece la Collezione Arredo, i cui primi pezzi (tavoli, credenze, librerie, contenitori ecc.) sono stati realizzati in solo nove esemplari come pezzi unici, disegnati da Alessandro Mendini, Mimmo Paladino e Sandro Chia. Nel corso degli anni a questi mobili se ne sono aggiunti di nuovi, continuando questa linea di produzione fino ad oggi.

L’anno successivo è quello della Collezione Tappeti “Art Carpets: Cleto Munari and friends” nella quale sono raccolti circa trenta modelli di tappeti, tutti realizzati completamente a mano in Turchia utilizzando lana e seta, nel rispetto delle più antiche tradizioni manifatturiere. La Collezione dei tappeti è prodotta in edizione limitata di ventinove esemplari per modello.

Nel 2014 Cleto Munari si è lanciato nel settore della pelletteria con un progetto per una linea di borse caratterizzate da colori vivaci e accessori in metallo rappresentanti il pugno e l’occhio di Iside, simboli a lui cari.

Nel 2016, Cleto Munari è tornato al mondo dei gioielli con una nuova collezione di circa cento pezzi, alcuni dei quali erano stati pensati anni prima, ma che erano stati resi possibili grazie alle nuove tecnologie produttive disponibili. Questa nuova collezione rappresenta un’esplosione creativa per Munari, che dopo cinquant’anni di lavoro intensivo, ha finalmente visto il suo contributo all’arte contemporanea italiana riconosciuto dal grande pubblico, non solo come provocatore e promotore di nuove idee, ma anche come artista-culturale.

Alla conclusione del 2016, Cleto Munari ricevette il titolo di Accademico Olimpico Onorario dall’importante istituzione di Vicenza. Poco dopo, nel marzo del 2017, fu aperta la mostra “MondoCleto” presso i Musei Civici di Vicenza nel prestigioso Palazzo Chiericati.

Il 2018 ha rappresentato un anno significativo per Cleto Munari, con la sua partecipazione a eventi internazionali personali negli Emirati Arabi (a Dubai) e in Corea del Sud (a Busan, Daegu e Seoul), dove ha esposto le sue collezioni.

Nel medesimo anno, è stato avviato un nuovo progetto per “Bottega Treccani” con la creazione di tre penne disegnate da Alessandro Mendini in onore di Giovanni Gentile, Rita Levi Montalcini e dell’Enciclopedia Italiana della Treccani.

Nel 2020, invece, è stato lanciato il progetto per la realizzazione di una spilla in oro e diamanti, disegnata da Mimmo Paladino, per celebrare i settecento anni dalla morte del Sommo Poeta Dante Alighieri (1321-2021).

La Cleto Munari riprende le attività pubbliche in presenza nella seconda metà del 2021 e collabora con alcuni musei italiani, tra cui il Museo della Ceramica di Nove (VI) e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN), per organizzare una retrospettiva sui gioielli di Cleto Munari. Nello stesso anno, viene presentata la nuova collezione “Cleto Munari: Essenza del Marmo”, che include i primi tavoli in marmo. Questa collezione si ispira all’idea di Lorenzo de’ Medici della seconda metà del 1400 di realizzare tavoli d’artista in marmo.

Nel 2022 la collezione completa dei tavoli in marmo viene presentata al pubblico. I tavoli, disegnati da vari artisti tra cui Doriana e Massimiliano Fuksas, Mimmo Paladino, Alessandro Mendini, David Palterer, Oscar Tusquets, Giorgio Cattano, Paolo Portoghesi, Mario Botta, Michele De Lucchi, Guido Fuga, Gerard Huet, Marcello Jori, Fabrizio Plessi e lo stesso Cleto Munari, sono stati presentati in due occasioni. La prima presentazione si è svolta presso i Musei Civici di Santa Caterina a Treviso in occasione di una mostra antologica dedicata ai lavori di Cleto Munari, per commemorare i 50 anni di attività dell’azienda. La seconda presentazione si è svolta nello Spazio Opendream, ubicato nell’ex-sede della ditta Pagnossin.

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